La TV nel pozzo è un film documentario italiano del 2024 con la regia di Andrea Porporati. L’immagine di un bambino sorridente, vestito con una maglietta a righe, inizia come una semplice istantanea di famiglia custodita su un mobile nel soggiorno di una casa romana. Quella stessa foto, però, si ritrova presto in prima pagina su un giornale, prima di diventare il fulcro di tutti i media. Riempie lo schermo dietro i conduttori dei notiziari nazionali. Quarant’anni dopo, la foto appare su una lapide, deturpata da una svastica. Oggi, lo stesso bambino con la maglietta a righe sorride ai passanti dalla facciata di un palazzo alto venti metri, rappresentato in un murales nel quartiere romano della Garbatella. Il bambino nell’immagine è Alfredo Rampi, ma questo documentario non si propone di narrare la cronaca della sua triste vicenda. Intende piuttosto esplorare chi ha raccontato la sua storia. Vuole indagare sui media che hanno fatto propria la storia di Alfredo Rampi, che l’hanno trasformata, distaccandola dai fatti e dalle persone reali, fino a farne un simbolo nella coscienza collettiva.